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150° Anniversario Unità d'Italia

Intitolazione Darsena di servizio ai Marinai d'Italia

 

       
Storia Struttura Potenzialità Foto

Non si può parlare del porto di Gioia Tauro senza accostare la realizzazione di questa struttura alle proteste violente degli abitanti di Reggio Calabria scaturite nell'Estate del 1970. La causa di tutto fu un decreto governativo che trasferiva il capoluogo della regione Calabria da Reggio a Catanzaro. Le violenze durarono parecchi giorni, il governo intervenne anche con i carri armati per sedare la rivolta.
Per far cessare violenze e malcontento, il Governo di allora presieduto dal primo ministro Emilio Colombo, varò un pacchetto economico per il sud Italia il quale comprendeva anche la realizzazione del porto di Gioia Tauro e di un centro siderurgico. Centro siderurgico mai realizzato per via della crisi dell'acciaio degli anni '70. Nonostante la consapevolezza della mancata realizzazione del V centro siderurgico, che doveva dare lavoro a circa 7500 persone, le banchine vennero ultimate. Gli effetti collaterali dello scavo del porto canale di Gioia Tauro comportò l'eliminazione della cittadina di Eranova e centinaia di ettari di uliveti e agrumeti. La struttura venne parzialmente terminata tra il 1979 e il 1980.

Negli anni '80 l' ENEL (ente nazionale per l'energia elettrica) si interessò alla struttura e all'intera area portuale. Il programma dell' ENEL era quello di costruire una mega centrale a carbone da 2400 megawatt. Tutti gli abitanti della piana di Gioia Tauro rifiutarono il progetto, manifestando con scioperi e proteste di piazza. Anche questa realizzazione fu accantonata.

Finalmente negli anni '90, l'armatore Angelo Ravano del gruppo Contship Italia, chiese al Governo nazionale la concessione delle banchine est per lo scalo delle navi porta contenitori e parte del suo entroterra per la realizzazione e lo svilupo di un terminale per la sosta e il trasbordo degli stessi contenitori. Il progetto venne pienamente accettato dagli enti governativi. Negli anni tra il 1993 e il 1994 vengono realizzati il terminale cui proprietaria è ancora oggi la MCT (Medcenter Container Terminal del grupo Contship Italia), la Guardia Costiera, l'Ufficio delle Dogane e gli edifici per la Guardia di Finanza, della Polizia e dei Vigili del Fuoco. L'incubo durato venticinque anni era finito: il 13 Settembre 1995 la prima nave porta contenitori approda a Gioia Tauro.

Gli anni successivi al 1995 hanno visto l'incremento nella movimentazione dei contenitori da parte del gruppo terminalista, passando dai 17.000 Teu del 1995 agli oltre 3.000.000 di Teu (1 Teu = un contenitore da venti piedi, 2 Teu = un contenitore da quaranta piedi) e la realizzazione di una rete ferroviaria che consente i collegamenti con la Sicilia e con il nord Italia. Inoltre un secondo terminalista si è insediato nell'area delle banchine nord. Trattasi della BLG (oggi ICO BLG), specialista nella movimentazione di autovetture. Nell'area delle banchine di ponente sono stati costruiti alcuni silos per la discarica del cemento tipo "portland" e un'azienda specializzata nelle costruzioni di barche lussuose, la Zen Yacht.


 

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