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150° Anniversario Unitą d'Italia

Intitolazione Darsena di servizio ai Marinai d'Italia

 

       
VII-III A.C. II A.C.- IV D.C. 550 - 1450 1450 - 1800 1800 - 1850 1860 - Oggi

550 - 1450  
 

BARBARI E SARACENI - La caduta dell'impero Romano segna la decadenza totale di Metauria. A Roma si sostituiscono varie popolazioni Barbare, la sua distruzione parziale avviene per mano dei Longobardi nel 568 D.C.,si completa con le scorrerie dei Saraceni tra il 600 e il 1000 A.C. La popolazione, da tempo stabilitasi a Metauria Nova (l'attuale "Terranova S.M.") ripopola parzialmente Metauria solo dopo il 1005, anno in cui la flotta della Republica di Pisa distrusse la flotta Saracena proprio nell'attuale golfo di Gioia Tauro.
 

NORMANNI E SVEVI - Stranamente dal 1010 al 1270 il nome Metauria non appare in nessuna carta geografica, ne tanto meno su alcun documento. Ricompare sotto il termine Johe nel 1271. Evidentemente le scorrerie dei Saraceni, le lotte tra Normanni (in Calabria) e gli Arabi (in Sicilia), e le pestilenze pongono quel che rimane di essa in un piano storico secondario, d'altronde come quasi tutta la fascia costiera. Si viene solo a conoscenza che il territorio era sotto l'amministrazione del Duca Normanno Roberto di Guiscardo e da suo fratello Ruggiero (1050 circa). Ai Normanni successero gli Svevi di Federico II (1100 circa)

 

ANGIOINI E ARAGONESI - Nella disputa tra le due parti per il dominio delle regioni meridionali, Johe (Gioja) ha un ruolo fondamentale. Gli Angioini la usarono come una delle loro basi per un ritiro strategico dopo il fallito attacco navale a Messina per la riconquista della Sicilia (Carlo I e figlio, Carlo II - Vespri Siciliani 1280). Gli aragonesi a loro volta sbarcarono a Johe per inseguire gli stessi Angioni in fase di ritiro.

 

INTRIGHI ARAGONESI -  (1300 - 1450). Durante tutto questo periodo, Gioja attraversa vari intrighi politici collegati a congiure e perfidie dei baroni per appropriarsi il territorio. Di queste vicissitudini spesso era la cittą a farne le spese. Nel 1444 infatti Antonio Centelles, braccio destro di Alfonso il Magnanimo e fautore dell'ascesa di quest'ultimo al trono di Calabria, gli si rivolse contro, istigando partigiani Angioini a devastare Gioja. Alfonso comunque ebbe il merito di riunire il regno delle due Sicilie, diviso dai fatti del 1282.
 

 


 

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