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150° Anniversario Unità d'Italia

Intitolazione Darsena di servizio ai Marinai d'Italia

 

       

VII-III A.C.

II A.C.- IV D.C.

550 - 1450

1450 - 1800

1800 - 1850

1860 - Oggi

1800 - 1850
 

GIOJA NEL CONFLITTO FRANCO-BORBONICO - Le sorti di Gioja viaggiano paralleli con quelle di Napoli. I conflitti Franco-Borbonici per il possedimento della città partenopea facevano si che il regno di Napoli passasse di mano tra Francesi e Borboni. Giuseppe Buonaparte conquista Napoli e il suo regno nel 1805. Da annotare la costruzione del primo ponte di Petrace, da parte dei Francesi, nel 1808. Struttura in legno. Ad allontanare i Francesi dalle coste della Calabria ci pensò il Cardinale Ruffo, aiutato anche da singoli cittadini pro Borbonici. Ma il territorio ritornò sotto Giuseppe e al cognato Murat soltanto 2 anni più tardi.
La costa di Gioja rappresenta un punto di crocevia per gli sbarchi delle due fazioni. Spesso scaturivano ostilità tra gli stessi cittadini della piana, chi patteggiando per i Francesi, chi per i Borboni. Inoltre in questo periodo si verifica un' aumento del brigantaggio che viene parzialmente debellato  dallo stesso Murat con esecuzioni sommarie. La condanna alla pena capitale di Murat e il consiglio di Vienna del 1818 riconsegnano il Regno di Napoli a Federico IV di Borbone anche se i moti liberali erano prossimi alla loro formazione.

 

LO SVILUPPO DELLA CITTA' E I PRIMI  COMMERCI - Nel 1816 Gioja riacquistava la sua autonomia comunale. La città viene gradualmente ripopolata e grazie agli allacci stradali con Locri e a un miglior collegamento con Palmi, dovuto anche alla costruzione di un ponte sul fiume Petrace, al miglioramento degli argini del fiume budello, Gioja diventa un punto nevralgico del commercio. Diventa Città monopolista nella spremitura delle ulive e principale deposito d'olio della Calabria. A sfruttare la vicenda sono soprattutto i Genovesi che vedevano nell'olio d'oliva  dei buoni affari. Non mancarono gli attriti tra i Genovesi e Gioiesi.
Nel 1830 nell'area denominata Valleamena, paludosa e malarica, vengono portate a termine le bonifiche. Questa zona diventa il fiore all'occhiello di Gioja. Ancora oggi qualche anziano la definisce "Bellomena", invece di Valleamena. La richiesta d'olio in Campania e soprattutto a Napoli era tale che nel 1844 fu allestito il primo servizio di linea via mare tra Gioja e Napoli.


 

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